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L' UOMO E' IL PEGGIOR NEMICO DEL CANE

 
L' UOMO E' IL PEGGIOR NEMICO DEL CANE

(di Lilia Casali - presidente nazionale Animal Liberation)

Se un cane è aggressivo, la colpa è dell' uomo perché significa che è maltrattato, frustrato nei suoi bisogni fondamentali, privato della necessaria vita relazionale con altri cani o con gli umani
o addirittura che è stato addestrato ad aggredire.

Non è nell'indole del cane essere aggressivo con l'uomo, bensì di essere collaborativo, amichevole e ubbidiente fino alla sottomissione. Autorevoli studi etologici asseriscono ciò.

Il cane tante volte giunge a sacrificare la sua vita per portare aiuto a persone e bambini in difficoltà.

E' fedele, intelligente, socievole e lavora con lealtà: i cani guida dei ciechi, i cani poliziotto, i cani che salvano persone in montagna o negli incendi domestici... non a caso si è sempre detto che

IL CANE E' IL MIGLIORE AMICO DELL'UOMO, l'uomo lo sfrutta, non lo rispetta, frustra i suoi bisogni etologici specifici, spesso lo separa troppo presto dalla madre che non riesce a trasmettergli insegnamenti e rassicurazioni fondamentali, lo incatena, lo usa per combattimenti, per la caccia, lo snatura con selezioni forzate, lo commercia come fosse un oggetto, lo addestra con metodo cruenti e coercitivi a volte proprio per farlo diventare un cane da usare contro altri cani o umani. L'UOMO E' IL PEGGIOR NEMICO DEL CANE.

Nel corso degli anni abbiamo assistito ad un susseguirsi di "mode" dovute ad abili campagne lanciate da allevatori e commercianti di animali, in cui prima fu il dobermann considerato fisiologicamente ed inevitabilmente aggressivo; ora il dobermann non compare neppure nell'elenco delle razze potenzialmente pericolose del Ministero. A quel tempo addirittura dei veterinari asserivano che il dobermann aveva la sella turcica del cranio troppo stretta che non cresceva in proporzione e che con l'età finiva col comprimere l'ipofisi portando alla pazzia fisiologica i cani di questa razza. Tutto ciò era destituito di ogni fondamento come il tempo ha ampiamente dimostrato.

Le persone che volevano dare di se una certa immagine compravano i dobermann, orecchie e coda tagliate per conferire un aspetto feroce e davano input a questi cani tali che in quegli anni in effetti si verificarono degli episodi di aggressione da parte di dobermann.

Poi è stata la volta, o meglio la "moda", del rottweiler e dei pit bull e del dobermann come cane aggressivo non se ne parla più.

Il cane realizza i desideri dei detentori o si altera e si nevrotizza per le loro incapacità.


SE DEI CANI DIVENTANO AGGRESSIVI SONO I COMPORTAMENTI UMANI CHE VANNO CORRETTI

Privare i cani di contatti sociali e di ogni libertà, lasciarli soli troppo a lungo, coercirli e sacrificarli, imporre strumenti di contenzione che provocano sofferenza psicofisica qual'è la museruola, togliere loro spazi è assolutamente controproducente perché sono proprio queste cose che possono alterare i cani e renderli aggressivi.


IL CANE AGGRESSIVO E' UN CANE MALTRATTATO.

Forse qualcuno ha interesse che i cani diventino aggressivi per poter scatenare campagne persecutorie.

Sulla pretesa aggressività dei cani si possono costruire carriere e stipendi, sviluppare apparati repressivi (da quando a Bologna è stato chiuso il macello, circola voce che l'AUSL abbia un problema occupazionale dei veterinari che vi lavoravano).


Pare che il Comune di Bologna stia preparando una ordinanza contenente divieti assurdi, ingiustificati e controproducenti per i cani e per gli umani:


DICIAMO NO ALLA CRIMINALIZZAZIONE E DEMONIZZAZIONE DEI CANI

DICIAMO NO A MISURE COERCITIVE ANTI SCIENTIFICHE E ANTI ETOLOGICHE, nate solo dall'ignoranza e istinto di sopraffazione degli umani sui Non-Umani.


Urge il contributo delle persone intelligenti, colte, evolute e sensibili per fermare la macchina che scriteriatamente è stata messa in moto.

Animal Liberation è tra le associazioni che condividono e sostengono i progetti dell'etologo bolognese dott.Roberto Marchesini.



Animal Liberation,
la presidente Lilia Casali - cell. 340 1487067

Bologna, 02 febbraio 2008