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ANIMAL LIBERATION E IL CANILE DI VIBO VALENTIA

 

STORIA RECENTE

28 dicembre 2007

in merito alla vicenda "gara d' appalto per la gestione del canile di Vibo Valentia", che faceva presagire un ritorno a gestioni precedenti, responsabili di aver ridotto gli animali in pessime condizioni, siamo felici di informarVi che, grazie alle numerosissime e-mail animaliste pervenute alle autorità Vibonesi, il bando e' stato ANNULLATO !

Pare che Amministrazione Comunale abbia accolto le istanze affinché il Canile resti affidato a Caterina Giofrè, responsabile dell'ottima gestione degli ultimi due anni, alla quale è stata annunciata una proroga della convenzione in scadenza.

Nei prossimi giorni sapremo i termini precisi e se il risultato ottenuto sarà consolidato.

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato attivamente alla protesta !
(un particolare grazie ad AgireOraNetwork per il forte e tempestivo aiuto mediatico )

[...] MAI dobbiamo dar retta a chi dice "Ma tanto non serve a niente".
Solo non fare NIENTE non serve a NIENTE.


A tutti gli animalisti in zona evidenziamo che i 175 cani del Canile di Vibo Valentia hanno bisogno di volontari anche per essere portati a spasso, di cibo, farmaci, parafarmaci e soprattutto di una buona adozione.

 

ANIMAL LIBERATION E IL CANILE DI VIBO VALENTIA

LA STORIA E I MOTIVI DELLA NOSTRA PROTESTA :

10 dicembre 2007

Nell'autunno 2005 Animal Liberation, rappresentata dalla neo-costituita sezione di Vibo Valentia, vinse la gara d'appalto per la gestione del Canile comunale.
Ai primi di dicembre, in qualità di presidente della nostra Associazione e di un socio della sezione di Rimini, Jean Pierre, mi recai a Vibo.V. per svolgere un sopralluogo a sorpresa presso la struttura.

Alle 10,30 del mattino trovammo il Canile sguarnito di qualsiasi presenza umana e i cani completamente abbandonati e se stessi ed in una situazione di degrado spaventosa che culminò nel ritrovamento di una decina di cani morti con grumi di sangue addosso dentro il frigorifero della cucina.
In un box c'era un cane temporaneamente paralizzato a seguito di un incidente d'auto che giaceva nell'acqua ristagnante su tutto il pavimento.
Jean Pierre ed io ricordiamo i pentoloni pieni di pane ed acqua, unico cibo somministrato e il nervosismo che segnalava l'alto livello di sofferenza e stress patiti dai cani.
Evidenzio che il Canile, visto esternamente e nella zona di ingresso si presentava invece molto bene: le stelle di Natale fiorite, la statua di San Francesco, le luci colorate e intermittenti tipiche delle festività conferivano alla struttura un tono completamente diverso dalla realtà degradata e orrenda che ne costituiva la sostanza.
Rintracciammo telefonicamente il gestore ufficiale del Canile Aldo Prestia allora presidente della sezione vibonese e la moglie (gestore di fatto) i quali si trovavano a Reggio Calabria e risposero che fino a tarda sera o all'indomani non sarebbero tornati e nessun altro poteva venire ad aprire.
Ci rivolgemmo alla polizia che intervenne e constatò il degrado, chiamammo la stampa che poi pubblicò articoli e foto a tutta pagina e brani di interviste in cui spiegavo l'accaduto. Dopo qualche ora arrivarono in canile la coppia Silvana Salvatelli e Aldo Prestia, accompagnati dal veterinario privato del canile, nel frattempo erano giunte anche una ventina di persone di Vibo V. interessate alla sorte del Canile tra cui Caterina Giofrè ed altre persone disponibili a fare volontariato ma respinte e rifiutate dai Prestia.

A quel punto, avvalendomi dei poteri conferitemi come presidente dell'Associazione, sospesi immediatamente Aldo Prestia e Silvana Salvatelli dalla carica di socio e tolsi loro con effetto immediato la gestione del Canile che affidai seduta stante a Caterina Giofrè da me conosciuta come persona pulita e determinata.

Questa, sostenuta e coadiuvata da un gruppetto di volontarie, prese subito a nutrire, curare e pulire cani e canile.
Dati i fortissimi appoggi personali di cui i Prestia godevano e godono in Comune, come il comandante dei Vigili urbani che una rivista in quei giorni definì “l'inossidabile comandante massone Corigliano”, incaricato dall'amministrazione di seguire e decidere in merito al canile, incontrammo subito una pesantissima opposizione da parte delle istituzioni.
Jean Pierre mi aiutò e restò con me a Vibo V. una settimana, poi dovette ripartire. Può raccontare cosa ha visto e vissuto: la notte con la polizia a casa dei Prestia che avevano sottratto dei cani dal canile, i cani a casa loro in un tanfo terribile e chiusi al buio in un garage sottostante, i cani con ferite e in stato di incuria in un terreno di loro proprietà dove corpi di cani morti erano già stati dissepolti e oggetto di articoli di stampa e denuncie da parte di Caterina, una cagnolina con rogna mai curata che ormai non aveva più pelo e che poi invece è stata curata per mesi fino a trovare una buona adozione…Io dovetti restare fin dopo Natale.

Il Comune non pagava le rette stabilite dalla gara d'appalto perché alleato dei Prestia perché voleva “affamare” noi e i cani, costringerci a lasciare Caterina, riprenderci i Prestia e riaffidare loro il canile.
In tutto il canile i Prestia non avevano neppure un guinzaglio, non c'erano coperte o pedane rialzate per i cani che giacevano nel cemento.

Faccio notare che quando emerge la realtà di un canile gestito malamente da una sezione di una qualche Associazione , l'Associazione medesima, solitamente, difende la sua sezione , respinge le critiche, fa quadrato intorno per timore che la sua immagine sia danneggiata.
Noi di Animal Liberation abbiamo fatto il contrario
: il Canile era gestito in modo che Animal Liberation ritiene indegno, quindi abbiamo sottratto la gestione ai coniugi Salvatelli Prestia, li abbiamo denunciati, sospesi ed espulsi , per nulla frenati dal timore di perdere in immagine e agendo senza alcuna omertà o difesa dell'Associazione.

Non sto a raccontare gli incontri-scontro col sindaco e col Corigliano, né i nostri blitz in Comune per ottenere il rispetto del pagamento e far valere il diritto di nominare Caterina Giofrè gestore responsabile del canile, né cosa significa non avere i soldi per comprare il cibo necessario a 228 cani, né cosa significa l'arrivo in canile di cuccioli o adulti abbandonati che ASL e Comune vogliono trasferire ad un lager di una vicina località dove 1.000 cani sono gettati a morire di fame ed a sbranarsi tra loro.
La sezione di Bologna si indebitò e mi mandò diverse migliaia di euro ed un carico di cibo.
Il giorno di Natale lo trascorremmo a pulire a rimuovere gli strati di sporco e marciume accumulati e le volontarie di Vibo V. continuarono ancora a lungo prima di riuscire a portare il Canile in una buona condizione di igiene e pulizia.
Siamo tornati a Bologna portando con noi nove cuccioli per evitare loro una triste sorte.
Questo è stato il primo gruppo di cani di Vibo. V. portati qui per trovargli casa.
Era il capodanno 2006.
Oggi sono 50 i cani di Vibo V. adottati tramite Animal Liberation perché da allora abbiamo continuato periodicamente a portare cibo a Vibo V. e cani a Bologna, perché il Comune continua a boicottare Caterina ritardando il pagamento di molti mesi.

Ed anche quando paga, secondo il contratto, dà 75 centesimi al giorno a cane per 100 cani. Ma i cani sono 200. Significa 37 centesimi .

Con questi si deve fare tutto : nutrirli, pulire, pagare il veterinario, i farmaci, gli interventi chirurgici, l'ordinaria manutenzione del canile ed anche lo spurgo delle fogne che costa 700 euro ogni volta e che si è costretti a fare diverse volte l'anno.

Bisogna tenere conto che essere a Vibo V. non è come essere al nord, dove se si fanno collette alimentari la gente dà e dove i Comuni pagano rette di 3, 4 anche 6 o 7 euro al giorno per ciascun cane. A Vibo Valentia, la provincia con il tenore di vita più basso d'Italia, la gente non dà niente.

Abbiamo stampato e portato volantini belli, con le foto dei cani a colori e richieste di adozioni e di cibo, siringhe, disinfettanti, guanti, detergenti, farmaci….e in canile NON E' ARRIVATO NIENTE. Io ero là. Lo so bene.

Per questo e per il gran buon lavoro di Caterina, sebbene dalla primavera 2006 il Canile sia passato da Animal Liberation all'Associazione Il Lupo di Gubbio da lei presieduta, l'impegno di Animal Liberation per il Canile di Vibo V. è proseguito intatto.
Caterina Giofrè e le altre volontarie del Canile lavorano molto bene
anche rispetto alle adozioni che avvengono in modo controllato ed equilibrato, senza possessività verso i cani, ma senza faciloneria ed oggi il numero dei cani presenti è sceso dai 228 iniziali a 175.
Perché se è vero che 50 li abbiamo presi noi, è vero che in quella zona ci sono molti abbandoni ed al Canile ne arrivano in continuazione.
Tutti i collaboratori che sono andati a Vibo V. a portare cibo, raccolto anche dalla sezione di Rimini, ed a prendere cani sono rimasti colpiti dalla dedizione e capacità dispiegate in tale penuria di mezzi.
Oggi i nostri più forti auspici sono affinché la gestione del Canile sia riconfermata al Lupo di Gubbio perché il loro operato è in sintonia con Animal Liberation: il meglio possibile nel Canile, ma soprattutto che i cani escano dai canili e vadano a casa.

Per questo chiedo alle sezioni e a tutti i soci di Animal Liberation e alle persone sensibili di attivarsi con la massima urgenza per inviare alle autorità di Vibo V. un messaggio tipo quello allegato .

10 dicembre 2007

Animal Liberation Bologna
Antivivisezione - Diritti dei Non-Umani
ONLUS

La presidente nazionale
Lilia Casali

SEDE NAZIONALE
Via degli Albari, 2 40126 BOLOGNA
Cell 340-1487067 Fax 051-235856 C.F. 92029450373 C.C. Postale n. 21154406

 

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il messaggio tipo rimarra' allegato solo per informazione
- vedi sviluppi della vicenda (news 28 dic. '07) -

messaggio tipo, da inviare alle autorita' Vibonesi:
attenzione, valido fino al 20 dic '07

Visti gli ottimi risultati conseguiti nella gestione del Canile comunale di Vibo Valentia da parte dell'Associazione Il Lupo di Gubbio durante i due anni del proprio operato in merito al benessere animale, alle condizioni igienico-sanitarie e al buon andamento delle adozioni,

visto il bando per la gara d'appalto indetta per la gestione del canile, basata esclusivamente sul ribasso economico e che non considera alcun criterio di qualità del servizio offerto

CHIEDO

- Il ritiro del bando concepito in modo retrogrado e anacronistico,

- la proroga della convenzione alla meritevole Associazione Il Lupo di Gubbio che tramite la sua conduzione del Canile comunale ha ridato benessere ai cani e lustro al Comune di Vibo Valentia.

Il mero criterio economico rischia di riportare tale Canile alle condizioni di degrado per cui diventò noto in tutto il Paese.

I criteridi qualità, oggi normalmente presenti in tutti i bandi di gara, sono di particolare rilevanza qualora l'oggetto del servizio si riferisca non a cose ma a persone e altri essere viventi.

Confidiamo che vengano accolte le ragionevoli argomentazioni addotte che si basano su esperienze acquisite e osservazioni reali.

---nome e cognome---
---citta'---